Urologia

Le patologie uro-genitali (maschili) erano conosciute già nell'antichità. Gli antichi Egizi, Ippocrate, Erasistrato, Euriade, Celso già praticavano tecniche anche chirurgiche per risolvere calcolosi.
L'urologia moderna ha avuto come padre il Dott. F.J.C. Guyon già nella seconda metà del 1800. Da allora le tecniche e le conoscenze si sono evolute e grazie alla Ecografia, Risonanza, T.A.C., Laser e Chirurgia robotizzata si riesce a fare diagnosi precise e terapie mirate.
Grazie alla possibilità di effettuare nell'Ambulatorio:
  • Visita Urologica
  • Ecografia Reni, Vescica
  • Ecografia transrettale per valutazioni prostata
  • Flussometria "controllo della funzionalità del tratto urinario" maschile e femminile
  • Scanner vescicale per la valutazione del residuo urinario

lo specialista, coadiuvato dalla Radiologia e dal Laboratorio, può fare diagnosi precise per diagnosticare o escludere patologie quali:
Patologie benigne:
  • Generali
    • Insufficienza renale.
    • Infezioni alle vie urinarie.
    • Blocco delle vie urinarie.
    • Incontinenza.
    • Ipertrofia prostatica benigna.
  • Patologie dello scroto, del testicolo e dell’epididimo:
    • Criptochidismo.
    • Idrocele.
    • Varicocele.
    • Epididimite e orchite.
    • Torsione del funicolo.
  • Patologie del Pene:
    • Balaniti micotiche, batteriche e virali.
    • Fimosi.
    • Scleroatrofia della cute dei genitali da Lichen Sclerosus.
    • Malattia di La Peyronie o Induratio Penis Plastica (IPP).


TUMORI (da Fonte "AIRC www.airc.it"):
  • RENE
    I tumori del rene e delle vie urinarie rappresentano una proporzione variabile tra il 2 e il 5 per cento (a seconda dell’età) di tutti i tumori e nel genere maschile ha una frequenza quasi doppia rispetto a quello femminile. Si stima che il rischio di sviluppare un tumore del rene sia pari a 1 su 40 negli uomini e a 1 su 91 nelle donne. La probabilità di sviluppare questo tumore cresce con l'aumentare dell'età e il picco massimo di insorgenza è intorno ai 60 anni.
  • VESCICA
    Il tumore della vescica rappresenta circa il 3 per cento di tutti i tumori e, in urologia, è secondo solo al tumore della prostata. È più comune tra i 60 e i 70 anni ed è tre volte più frequente negli uomini che nelle donne.
  • PROSTATA
    Stando ai dati più recenti, circa un uomo su 8 nel nostro Paese ha probabilità di ammalarsi di tumore della prostata nel corso della vita. Le possibilità di ammalarsi sono molto scarse prima dei 40 anni, ma aumentano sensibilmente dopo i 50 anni e circa due tumori su tre sono diagnosticati in persone con più di 65 anni. I ricercatori hanno dimostrato che circa il 70 per cento degli uomini oltre gli 80 anni ha un tumore della prostata, anche se nella maggior parte dei casi la malattia non dà segni di sé e viene trovata solo in caso di autopsia dopo la morte.
  • TESTICOLO
    I tumori del testicolo colpiscono soprattutto la popolazione giovane (in genere tra i 20 e i 40 anni). Nella fascia di età fino a 50 anni costituiscono il tipo di tumore più frequente (12 per cento di tutte le diagnosi di tumore nel genere maschile). Dopo i 50 anni l'incidenza si riduce del 90 per cento. Fino alla metà degli anni Settanta, nove uomini su 10 con tumore del testicolo morivano nel giro di un anno. Oggi i tumori del testicolo guariscono nel 95 per cento dei casi. In Italia i dati AIRTUM (Associazione italiana registri tumori) hanno stimato per il 2017 circa 2.500 nuovi casi di tumore del testicolo.
  • PENE
    Sono molto rari in Italia, circa 500 nuovi casi all’anno, e colpiscono generalmente uomini in età media o avanzata. I principali fattori di rischio di questa neoplasia sono rappresentati dalla scarsa igiene locale e dall’infezione da virus del papilloma umano (lo stesso che causa le verruche e i condilomi genitali, identificato nel 30-50% di tutti i carcinomi penieni).