Colonscopia Robotica

Secondo le stime GLOBOCAN 2020 fornite dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), il tumore del colon-retto rappresenta il 10 per cento di tutti i tumori diagnosticati nel mondo, ed è terzo per incidenza dopo il cancro del seno femminile (11,7 per cento) e del polmone (11,4 per cento).
La malattia, abbastanza rara prima dei 40 anni, è maggiormente diffusa in persone fra i 60 e i 75 anni, con poche distinzioni fra uomini e donne. Nell’ultimo ventennio, grazie principalmente allo screening di popolazione, l'incidenza è in diminuzione in Italia in entrambi i sessi. I dati più aggiornati mostrano che dal 2008 al 2016 ogni anno l’incidenza si è ridotta del 3-4 per cento nella fascia di età tra i 50 e 69 anni sottoposta ai controlli.

La colonscopia robotica endotics è una metodica di esplorazione della parte inferiore del tubo digerente costituita da retto, sigma, colon che utilizza una tecnologia del tutto innovativa rispetto alla colonscopia convenzionale, a cui si inspira per gli scopi diagnostici ed operativi.

Com’è fatto lo strumento e come procede. Il Colonscopio robotico Endotics è un sistema computerizzato che utilizza un cilindro in silicone molto flessibile (il vero e proprio colonscopio) che grazie ad un meccanismo pneumatico ha la capacità di allungarsi ed accorciarsi. In testa e in coda al cilindro (enlongatore) ci sono due sistemi di ancoraggio (clamper) che consentono al sistema di agganciarsi alla mucosa mediante una delicata suzione della stessa. Questo permette al colonscopio di avanzare (alla stregua di un “bruco”) lungo il colon in modo autonomo, atraumatico e senza alcuna azione meccanica o spinta dall’esterno.
La sonda endoscopica, che ha un diametro di 17 mm ed una lunghezza di 25-43 cm (rispettivamente al minimo ed al massimo allungamento), è collegato alla base meccanica (workstation) mediante un morbido sondino (detto “coda”) del diametro di 7.5 mm attraverso il quale passano i meccanismi di controllo ed il canale operativo che consente il passaggio degli accessori (pinza da biopsia, ansa da polipectomia, ecc.). I movimenti della testa e di progressione del colon vengono gestiti dall’endoscopista tramite una unità di comando esterna (joystick).
Il colonscopio robotico, mediante i ripetuti movimenti di allungamento-accorciamento procede nel lume colico adattandosi alle curve del viscere, motivo per cui il disagio del paziente è minimo o assente. Altra peculiarità del sistema è che il colonscopio con la sua coda ed il serbatoio di aspirazione vengono forniti in set monouso, eliminando quindi il rischio di infezione crociata tra pazienti.

La Preparazione intestinale è simile a quella della colonscopia tradizionale.

Modalità di esecuzione dell’esame. Prima della procedura può essere preso in considerazione un accesso venoso sul braccio (preferibilmente il destro) che potrà essere utilizzato durante l'esame per l'eventuale somministrazione di farmaci (antispastici, ecc.). Il paziente viene, quindi, invitato a posizionarsi sul fianco sinistro e viene introdotta la sonda. Durante l'esame, per facilitare la progressione dello strumento, al paziente potrà essere chiesto di cambiare posizione (decubito supino, fianco destro). Ugualmente potranno essere necessarie delle compressioni addominali allo scopo di percepire la posizione della sonda ed aiutarla nei tratti in cui si incontra una difficoltà all'avanzamento.

Durata dell’esame.  In media 60 minuti.

Tollerabilità. La colonscopia robotica è usualmente ben tollerata dal paziente in quanto la progressione dello strumento è del tutto atraumatica. Tuttavia, l’insufflazione dell’aria necessaria per distendere il colon potrebbe, in alcuni soggetti con bassa soglia del dolore, determinare una sensazione di fastidio/dolore. La procedura usualmente non necessita di sedazione (per cui si eliminano i possibili effetti collaterali legati come  reazioni allergiche, problemi cardio-respiratori ecc..
Cosa più importante non eseguendo la sedazione il paziente non è costretto:

  • ad astenersi dalla guida di autoveicoli e dall’impiego di macchinari potenzialmente pericolosi,
  • a non eseguire lavori impegnativi
  • a non assumere decisioni legali nelle 24 ore successive all’esame endoscopico
  • a lasciare l’ambulatorio solo se accompagnato

Colonscopia diagnostica. La colonscopia robotica ha la stessa affidabilità diagnostica di quella tradizionale in quanto consente un’ottima visualizzazione della mucosa. Possono essere eseguiti prelievi bioptici per lo studio microscopico della mucosa o delle eventuali lesioni riscontrate.

Colonscopia operativa. Il canale operativo di 3 mm offre la possibilità di eseguire biopsie. È possibile con la stessa pinza la rimozione di piccoli polipi (5-8 mm), mentre la rimozione con ansa diatermica di polipi di dimensioni superiori (10-15 mm) è teoricamente possibile ma non può essere garantita per motivi diversi: conformazione del polipo (sessile o peduncolato), posizione nel colon, ecc. Per polipi di dimensioni maggiori è indicata la colonscopia convenzionale.

Complicanze. Grazie alla propulsione “a trazione” (e non a “spinta” come nell’endoscopia tradizionale) il sistema è sicuro, per cui non esistono rischi di perforazione o di altre complicanze legate alla semplice colonscopia diagnostica. Per la polipectomia, invece, il rischio equivale a quello della colonscopia tradizionale (emorragia 0,6-3%, perforazione 0,3-2%). Rischio d’infezione: il sistema Endotics è monouso e fornito in confezione sterile, pertanto non esistono rischi di trasmissione di infezioni.
Si precisa inoltre che la letteratura internazionale (Am Gastroenterol 2006 Feb;101(2):343-50) afferma che durante l’esame lesioni non particolarmente grandi potrebbero sfuggire alla visione dell’endoscopista con una percentuale che aumenta per le lesioni di diametro minore (2,1% per lesioni > di 10 mm; 8-18% per lesioni tra 5-10mm e 27-35% per lesioni < a 5mm.

Limiti della metodica. Come ogni nuova metodica, anche la colonscopia robotica nasce con dei limiti. Molto più difficile o impossibile l’esame in pazienti con restringimento cicatriziale dell’ano o con segmenti ristretti del colon (substenosi da diverticoli, da malattie infiammatorie, da tumore, ecc.).